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| Leopoldo
Sebastiani |
| 5
string bass, bass-synth, loop-station, percussioni |
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In
questa singolare performance il bassista Leopoldo Sebastiani mette
a frutto tutta la sua esperienza di strumentista, compositore ed arrangiatore.
Musicista dai lunghi trascorsi chitarristici, con il suo strumento
elettrico a 5 corde realizza sofisticati tappeti armonici, grooves
ed effetti timbrici che, con l’ausilio della loop-station vengono
incisi in tempo reale per poi fungere da base su cui imbastire assoli,
in un dialogo virtuale che lo strumentista può instaurare con
se stesso (di qui il titolo che è anche una citazione, riferita
ad un album del pianista Bill Evans, pubblicato nel’63 dalla
Verve). La tavolozza dei colori è ulteriormente ampliata con
l’utilizzo del pick-up esafonico che permette di pilotare con
il basso un synth, avendo così a disposizione un vasto campionario
di suoni. Nei brani di maggior impatto ritmico sovente il bassista
coinvolge anche il pubblico con strumenti a percussione; il repertorio
può comprendere in egual misura brani originali e covers, una
scelta che viene fatta volta per volta tenendo conto degli umori dell’uditorio. |